domenica 8 aprile 2018

Presentiamoci!

Livello: da Principiante a A2
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 20' circa


Ciao ragazzi, oggi vi proponiamo un'attività veloce adatta al primo giorno di un nuovo corso. 
Ne abbiamo già postata una qualche mese fa (https://italianofacileveloce.blogspot.it/2017/08/conosciamoci-meglio.html), ma in questo caso vi proponiamo la compilazione di una carta d'identità.

Distribuite agli studenti la seguente scheda e accertatevi che tutte le parole siano ben chiare, e fornite un esempio di compilazione alla lavagna con i vostri dati. In seguito lasciate loro circa 5 minuti in cui dovranno compilare la propria carta d'identità individualmente.






Adesso distribuite questa seconda scheda, completa di domande già formulate con esempi di risposte, come supporto per l'attività successiva.




Vi suggeriamo due modalità di svolgimento:
1) dividete gli studenti a coppie per presentarsi a vicenda
2) in plenaria fate fare a turno una domanda ciascuno rivolta ad uno studente solo. Quest'ultimo, a sua volta, dovrà scegliere un altro compagno e fargli un'altra domanda. 



😊 E tu, come ti chiami? Presentati brevemente con un commento! 😊

lunedì 19 marzo 2018

Meglio e Migliore

Livello: B1
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 20' circa

Ciao ragazzi! Chi di voi conosce la differenza tra meglio e migliore?

Abbiamo fatto questa domanda ai nostri studenti e quasi tutti ci hanno risposto che sono simili. In realtà sono molto differenti per la loro funzione grammaticale e per il loro uso.

Osserviamo le frasi che seguono.

- Paolo ha un carattere migliore di quello di Luca.
- Paolo parla lo spagnolo meglio di Luca.

Nella prima frase migliore ha la funzione di aggettivo che si riferisce direttamente al sostantivo carattere, per cui rappresenta una qualità, una caratteristica del carattere di Paolo, nella seconda frase invece, meglio non rappresenta un aggettivo ma un avverbio, indica come Paolo parla lo spagnolo, quindi il modo in cui si svolge l'azione.

Essendo un aggettivo migliore concorda con il nome (migliore per il singolare e migliori per il plurale, non c'è differenza tra maschile e femminile essendo un aggettivo che termina in -E).

Entrambi dunque sono comparativi particolari, nello specifico meglio è comparativo di maggioranza di bene, mentre migliore è comparativo di maggioranza di buono.

Va detto però che nel parlato informale può capitare di usare l'avverbio meglio come aggettivo, ma resta sconsigliato nello scritto o nel parlato formale.

Facciamo un altro esempio.

- La musica migliore è quella degli anni '80
- Con internet si lavora meglio a casa che in ufficio.

Ora provate voi!

Scriveteci qualche frase usando meglio e migliore.

😊Hai trovato questa attività utile e interessante? Lascia un commento e scrivi le tue frasi!😊

sabato 10 marzo 2018

Il condizionale presente

Livello: A2/B1
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 30' circa

Ciao a tutti!
Oggi andiamo alla scoperta di un modo verbale nuovo, il condizionale. 
Non è sicuramente un modo verbale molto complesso ma per semplificarlo ulteriormente proviamo a spiegarne la forma e gli usi.

Di seguito vi proponiamo una tabella con la coniugazione presente dei verbi regolari in -ARE, -ERE, -IRE.
Osservando la tabella è chiaro che la coniugazione dei verbi del primo e del secondo gruppo è uguale, mentre la coniugazione dei verbi del terzo gruppo appare leggermente diversa grazie alla vocale I che sostituisce la vocale E. 

Per quanto riguarda i verbi irregolari invece, molti di questi appartengono alla seconda coniugazione e per facilitarne l'individuazione potrebbe essere utile un confronto con l'indicativo futuro, perché i verbi che sono irregolari al futuro lo sono anche al condizionale.
Ma quando si usa il condizionale?

Possiamo sintetizzare dicendo che sono 4 i casi in cui si usa:

1) Desiderio
2) Consiglio
3) Richiesta gentile
4) Ipotesi

Facciamo un esempio per ciascuno di questi casi per capire meglio.

1) Con questo caldo mangerei volentieri un gelato.
2) Al tuo posto uscirei prima di casa per non rischiare di fare tardi.
3) Potreste abbassare la voce per favore?
4) Marco è partito alle 9, dovrebbe essere arrivato a casa a quest'ora.

E tu che frasi scriveresti? 

😊Hai trovato questa attività utile e interessante? Lascia un commento e scrivi le tue frasi!😊

giovedì 8 febbraio 2018

Il CI locativo

Livello: A1/A2
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 20' circa

Ciao ragazzi! Continuiamo con la grammatica e in particolare oggi parliamo della particella CI con significato locativo.

Come dice il nome stesso, il CI locativo rappresenta un luogo che non vogliamo ripetere per snellire e semplificare il discorso. Di norma lo collochiamo davanti al verbo a meno che questo non sia all'infinito; in questo caso lo metteremo alla fine, attaccandolo al verbo stesso.

Di seguito vi riportiamo un esempio molto semplice che vi aiuterà a comprendere quanto detto finora.

Vieni con noi al cinema domani? 

Sì, ci vengo volentieri.

In questa frase la particella CI sostituisce il cinema poiché dire Sì, vengo al cinema volentieri rappresenterebbe un modo inusuale e inutilmente ridondante di rispondere.

Facciamo un altro esempio.

Vai alla festa di Maria stasera? 
Sì, pensavo di andarci verso le dieci. 

In questo caso essendo il verbo all'infinito, collochiamo la particella CI dopo il verbo, attaccandola ad esso.


La stessa regola vale anche se il verbo è al passato.

Avrei voluto visitare Los Angeles, ma purtroppo non ci sono mai stata.

Cosa succede invece con i verbi modali volere, dovere e potere?

In questo caso abbiamo due possibilità, in quanto possiamo scegliere di collocare CI davanti al verbo modale, o direttamente alla fine del secondo verbo. 

La mia amica è appena tornata da Dubai, ci voglio andare anche io. 
La mia amica è appena tornata da Dubai, voglio andarci anche io. 

Ora è il vostro turno, pensate ad almeno cinque frasi con il CI locativo e scrivetele tra i commenti.

Buon lavoro!

😊Hai trovato questa attività utile e interessante? Lascia un commento e scrivi le tue frasi!😊

venerdì 2 febbraio 2018

Il trapassato prossimo

Livello: A2
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 30' circa

Ciao amici! Visto il successo degli argomenti grammaticali che vi abbiamo proposto finora, abbiamo deciso di dedicare questo post al trapassato prossimo.

Vediamo insieme come si forma.

IMPERFETTO VERBO ESSERE O AVERE + PARTICIPIO PASSATO DEL VERBO 

Facciamo un esempio con il verbo mangiare che, come già sappiamo, essendo un verbo transitivo, per formare un tempo composto ha bisogno del verbo avere e quindi il trapassato prossimo sarà avevo mangiato

Osserviamo l'imperfetto di essere e avere.




Ricordiamo inoltre che il participio passato dei verbi regolari si forma sostituendo le desinenze dell'infinito -ARE, -ERE, -IRE con le desinenze -ATO, -UTO, -ITO (es. lavorare - lavorato, vendere - venduto, dormire - dormito), mentre per quanto riguarda i verbi irregolari, di seguito ve ne mostriamo alcuni.


Passiamo ora a capire quando si usa questo tempo verbale.

Il trapassato prossimo indica un'azione passata che avviene prima di un'altra azione al passato prossimo o all'imperfetto.

Facciamo un paio di esempi per capire meglio.

  • Quando sono arrivata a casa, i miei genitori avevano già mangiato
In questa frase la prima azione che si verifica a livello temporale è quella espressa al trapassato prossimo (avevano mangiato), mentre la seconda azione è quella espressa al passato prossimo (sono arrivata).

  • Da piccola non uscivo se prima non avevo finito tutti i compiti.
In questa seconda frase, l'azione che avviene dopo non è espressa al passato prossimo, come nella precedente, ma all'imperfetto in quanto indica un'azione ripetuta, un'abitudine al passato. 

Ora tocca a voi! Provate a scrivere qualche frase usando il trapassato prossimo.

Buon lavoro! 

😊Hai trovato questa attività utile e interessante? Allora lascia un commento e scrivi le tue frasi!😊

lunedì 22 gennaio 2018

I pronomi combinati

Livello: B1
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 40' circa

Ciao a tutti e buon anno! Dopo una lunga pausa, eccoci tornate con tante idee da condividere con voi anche in questo 2018. 

Continuiamo con un po' di grammatica e dopo i pronomi diretti e indiretti non potevano mancare quelli combinati. 

I pronomi combinati creano spesso dubbi e perplessità agli studenti e il nostro obiettivo oggi è proprio quello di fare un po' di chiarezza. 

Si chiamano così perché si ottengono dalla combinazione dei pronomi diretti di terza persona e quelli indiretti. 

Osservate la tabella di seguito! 


Come si può notare dalla tabella, quando i due pronomi si uniscono, il primo pronome, quello indiretto, cambia la vocale (Es. MI = ME), mentre il secondo pronome, quello diretto, rimane invariato.

I pronomi combinati di terza persona singolare e plurale sono uguali e, a differenza degli altri, costituiscono un'unica parola.  

Ovviamente l'uso di questi pronomi, come tutti gli altri, dipende dal verbo e servono a non ripetere sia l'oggetto che il complemento di termine.

Facciamo un esempio per capire meglio.

"Dai questo libro a Marco?", la risposta a questa domanda potrebbe essere "Sì, domani do questo libro a Marco", ma è sicuramente un modo troppo lungo e non usuale di rispondere e per questo ricorriamo ai pronomi.
La risposta corretta sarà dunque "Sì, glielo do domani", dove il pronome GLI sostituisce il complemento di termine "A Marco", mentre il pronome LO sostituisce l'oggetto "questo libro".

Cosa succede quando il verbo è al passato? 

Con il pronome combinato, il participio passato del verbo segue il pronome diretto e quindi il complemento oggetto (Es. Hai prestato la macchina a Marco? - Sì, gliela ho prestata che è uguale a Sì, gliel'ho prestata).
Come potete osservare il participio passato del verbo diventa femminile perché macchina è un nome femminile. 

Ricordate che è preferibile, davanti al verbo avere, apostrofare i pronomi al singolare (Es. Me lo ha dato = Me l'ha dato).

Ora provate voi, pensate a qualche frase con i pronomi combinati e scrivetele tra i commenti. 

Buon lavoro!

😊Hai trovato questa attività utile e interessante? Allora lascia un commento e scrivi le tue frasi!😊

giovedì 14 dicembre 2017

Pronomi diretti, indiretti e riflessivi

Livello: A2/B1
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 45' circa

Buonasera a tutti! Vi regaliamo ancora un po' di grammatica prima della pausa natalizia, attraverso un ripasso dei pronomi diretti, indiretti e riflessivi. 

Voi sapete qual è la differenza? Sapreste distinguerli in una frase? 
  1. Ogni anno per il mio compleanno i miei amici mi regalano un viaggio. 
  2. Tutte le mattine mi sveglio alle 7.
  3. Spesso mio fratello mi accompagna alla stazione per andare al lavoro.
In tutte e tre le frasi compare il pronome mi, ma nel primo caso ha la funzione di un pronome indiretto, nel secondo caso rappresenta un pronome riflessivo e nell'ultimo invece si tratta di un pronome diretto. 

Come facciamo a distinguerli? Osservate la tabella di seguito. 


Come potete notare dalla tabella, la differenza è palese soltanto alla terza persona singolare e plurale, per le altre persone invece, dobbiamo cercare di capire dal contesto della frase il significato che il pronome assume. L'unico elemento della frase che può aiutarci in questo è il verbo. 

Consideriamo due verbi che possono essere utilizzati con lo stesso significato: telefonare e chiamare.
Il primo vuole un pronome indiretto (telefonare a qualcuno), il secondo invece, vuole un pronome diretto (chiamare qualcuno). 

Perché succede questo? E come facciamo a capire quali verbi vogliono l'uno o l'altro pronome?

E' bene dunque sapere che i pronomi indiretti svolgono il ruolo di complemento di termine e rispondono alla domanda a chi?, per cui si usano sempre quando il verbo è seguito dalla preposizione a, mentre i pronomi diretti si possono usare solo con i verbi transitivi, ovvero quelli che hanno un complemento oggetto e rispondono alla domanda chi? che cosa?

E con i pronomi riflessivi? 

Di solito, questi vengono usati quando il complemento oggetto di una frase ne è anche il soggetto e permettono quindi di far ricadere l'azione espressa dal verbo sul soggetto stesso (es. io mi lavo, lui si veste, voi vi pettinate). 

A titolo esemplificativo vi proponiamo la tabella sotto, con l'elenco di alcuni verbi che possiamo distinguere in base al pronome che richiedono.


Ora verificate le vostre conoscenze attraverso alcune frasi, che vi chiediamo di completare con i pronomi corretti, facendo attenzione ai verbi. 

Ricordate che quando il verbo è al passato prossimo, il participio passato concorda nel genere e nel numero con i pronomi diretti (es. Le ho viste - Io ho visto loro), mentre non cambia mai con i pronomi indiretti (es. Le ho chiesto - Io ho chiesto a lei). 

Infine non dimenticate che i verbi riflessivi al passato prossimo vogliono sempre l'ausiliare essere. 

Buon lavoro! 
  1. Se .......... aspettate, Giorgia e Marco verranno con voi al cinema. 
  2. Hai telefonato a Matteo? .......... ha chiamato tre volte questa settimana, ma tu non eri mai in casa. 
  3. Io credo a Laura, tu .......... credi? 
  4. Ogni mattina .......... preparo in fretta perché .......... alzo sempre tardi.
  5. A Luca piace vivere a Firenze, ma .......... manca la sua famiglia. 
  6. Siete amici di Mario da tanto tempo, dove .......... avete conosciuto?
  7. Roberto, .......... sei lavato le mani? E' ora di cena. 
  8. Ho visto le mie amiche domenica scorsa e ............. ho chiesto di dirmi la verità.
😊Hai trovato questa attività utile e interessante? Allora lascia un commento e scrivi le tue risposte!😊

sabato 9 dicembre 2017

Indovina il trailer!

Livello: B1/B2
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 30' circa

Anche oggi vi proponiamo subito un'altra attività! Si sa, il cinema italiano è famoso in tutto il mondo per i suoi grandi classici, tra cui La Dolce Vita (vedi attività sul passato remoto recentemente pubblicata), ma oggi vi proponiamo di lavorare con un film del 2014: Smetto quando voglio. Si tratta di una commedia di Sydney Sibilia che vede come protagonisti tanti grandi nuovi attori del cinema italiano, tra cui Edoardo Leo, Pietro Sermonti e Neri Marcorè, per citarne alcuni. 

Non siamo noi a dirvi la trama, ma dovranno essere i vostri studenti ad indovinarla! Fate vedere il trailer una o due volte senza audio e dividete la classe in coppie, le quali dovranno sfruttare le informazioni percepite dal video per creare una trama e quindi parlare della storia e dei personaggi. Date 10-15 minuti di tempo per questa fase e in seguito discutetene in plenaria. 

Soltanto alla fine potete rivedere il trailer, ma questa volta con l'audio. Quale coppia di studenti si è avvicinata di più alla vera trama del film?
Come "compito" per casa vi proponiamo la visione integrale del film, ne varrà la pena!

Buon lavoro e buona visione!




😊Se avete visto questo film, lasciate un commento!😊

È tempo di regali!

Livello: B1/B2
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 1h circa

Ciao a tutti! Siamo ufficialmente entrati nel periodo di Natale, e ci sembra quindi doveroso proporvi un'attività dallo spirito natalizio!

La prima attività può risultare veramente utile allo studente, in quanto consiste nella programmazione dei regali di Natale. Abbiamo proposto un budget ed alcuni esempi di persone a cui fare il regalo, il quale non deve necessariamente essere bello (vedi il caso dell'ex fidanzato/a), per arricchire l'atmosfera della classe con risatine e ghigni.

In seguito vi proponiamo di far redigere una lettera formale, ma con un destinatario particolare: Babbo Natale, che quest'anno non è stato molto gentile con i vostri studenti....


È TEMPO DI REGALI!

Il tuo budget di quest'anno per i regali di Natale è di €250. A chi vuoi fare il regalo? Che cosa vuoi regalargli?

PERSONA
BUDGET
REGALO

Al tuo migliore amico



Alla tua migliore amica



Al tuo ex fidanzato/ Alla tua ex fidanzata



Al tuo partner



Al tuo capo



Ai tuoi genitori



A tuo/a cugino/a



Ai tuoi vicini di casa




Al/la collega con cui vai più d'accordo













































Ecco alcune possibili idee regalo: una sciarpa, una Smartbox, un viaggio, un biglietto per un
concerto o uno spettacolo a teatro, un cofanetto con bagnoschiuma e altri prodotti per il corpo, un CD, un libro, ecc.


CARO BABBO NATALE….
 L'anno scorso avete scritto a Babbo Natale una bellissima lettera, ricca di desideri e di buoni propositi da realizzare, ma le cose non sono andate come avreste voluto… Tutto, o quasi, è andato storto, per non parlare dei bruttissimi regali che avete ricevuto! Adesso, con una nuova lettera, avete l'occasione di sfogarvi, però cercate di mantenere un certo stile, come se Babbo Natale fosse un vostro superiore.

Buon lavoro e buona fortuna!


😊E tu che regali farai? Qual è il tuo budget?😊

lunedì 4 dicembre 2017

Conoscere e Sapere: due verbi a confronto

Livello: A2
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 45'

Ciao ragazzi! Il post di oggi vuole mettere alla prova le vostre conoscenze grammaticali. Qual è la differenza tra il verbo conoscere e il verbo sapere? Spesso si rischia di fare confusione e di usarli in modo improprio. Vi aiutiamo a fare chiarezza.

Di seguito ve ne mostriamo la coniugazione.
Ora vediamo come cambiano nel loro uso. 

Il verbo sapere di solito è seguito da un verbo all'infinito o da una frase. Nel primo caso indica un'abilità, la capacità di fare qualcosa (Es. Marco sa sciare), nel secondo caso invece, rappresenta un'informazione (Es. Sai che domani Luca si sposa?).

Il verbo conoscere al contrario, è generalmente seguito da un nome (Es. Conoscete Maria?) e indica normalmente una cognizione ampia e approfondita di qualcosa, spesso frutto di studi (Es. Conosco la filosofia).

Finora abbiamo considerato il tempo presente di questi due verbi, ma cosa succede se allarghiamo la nostra analisi ai tempi passato prossimo e imperfetto? Osservate le seguenti frasi.
  1. Ho saputo da Maria che Luca domani si sposa
  2. Sapevo che avresti superato l'esame. 
  3. Ho conosciuto Anna due anni fa e siamo diventate subito amiche.
  4. Conoscevo tutti alla festa e mi sono divertito moltissimo.  
In base alle frasi sopra, provate a inserire i verbi sapere e conoscere al passato prossimo e all'imperfetto sotto la definizione corretta. 
  1. Ricevere un'informazione nuova:
    _________________________________                          
  2. Incontrare qualcuno per la prima volta:
    _________________________________                  
  3. Essere sicuro di qualcosa:
    _________________________________                                     
  4. Conoscere qualcuno da molto tempo:
    _________________________________ 
     
     
Per finire, testate la vostra bravura e completate le seguenti frasi con il verbo sapere o il verbo conoscere: fate attenzione ai tempi (presente, passato prossimo, imperfetto). 
  1. Claudia ha studiato tedesco per tre anni e ora .................. parlarlo molto bene. 
  2. Federico e Lucia sono campioni nazionali di tennis, ................. tutte le regole e le strategie di questo sport.
  3. Durante l'interrogazione di ieri non (Io) .................. rispondere a nessuna domanda dell'insegnante perché non (Io) ................. la storia di Roma. 
  4. Devo mettere in ordine la casa ma non ................... da dove cominciare. 
  5. Ho chiamato Nicola per informarlo che domani ci sarà lo sciopero, mi ha detto che non lo .................. 
  6. Fabio .................. sua moglie dieci anni fa durante un viaggio in Brasile. 
  7. Secondo me dovreste frequentare un corso di cucina perché non ................. fare neanche un uovo al tegamino. 
  8. Quando facevi il venditore, .................. tutti i trucchi del mestiere e nel tuo lavoro eri imbattibile.  
  9. ................. bene mio padre e quando gli dirò quello che è successo, reagirà malissimo.  
  10. Ho un esame molto difficile tra quattro giorni e ancora devo studiare un libro intero, non ............... se riuscirò a superarlo.
😊E tu usi bene questi due verbi? Lascia un commento e scrivi le risposte!😊

venerdì 24 novembre 2017

Medicina alternativa e medicina tradizionale: pro e contro

Livello: B2/C1
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 1h30'

Ciao ragazzi! Oggi siamo piene di idee, quindi eccoci con un'altra attività pensata per voi. Si tratta di un'attività volta a sviluppare l'abilità della produzione orale attraverso uno scambio di opinioni da sviluppare in classe. 

E' sicuramente un argomento impegnativo di cui si parla, sempre più spesso, nei programmi televisivi e sui giornali e riguarda la differenza tra la medicina alternativa e quella tradizionale. Voi cosa ne pensate? A quale delle due tipologie vi affidate? Quale pensate sia più efficace? E' una questione delicata che divide da sempre l'opinione pubblica ma che può essere senza dubbio stimolante per conoscere la loro importanza non solo in Italia ma anche negli altri paesi. 

Di seguito vi mostriamo il link di un articolo ripreso dal blog di Loretta Dalola, che vi suggeriamo di sottoporre all'attenzione degli studenti e sul quale abbiamo preparato un'attività di lessico che potrete far eseguire alla classe, individualmente o a coppie, dopo una prima riflessione in plenaria. 

https://lorettadalola.wordpress.com/2012/04/28/tradizionale-o-alternativa-pareri-a-confronto/

Dopo aver letto l'articolo, cercate nel testo le parole con il seguente significato.

  • Di dimensioni considerevoli, enorme:
    _______________________________________
  • Inattivo, inoperoso:
    _______________________________________
  • Riattivare, riportare alla sua normale funzionalità:
    _______________________________________
  • Ingoiata:
    _______________________________________
  • Lavorato, ripulito:
    _______________________________________
  • Portano, fanno giungere:
    _______________________________________
  • Desiderabile:
    _______________________________________
                                                            
Concludete, sempre a coppie, con una lista scritta di pro e contro e alla fine simulate un talk show dividendo gli studenti in due gruppi, da una parte i sostenitori della medicina convenzionale e dall'altra quelli della medicina alternativa, discutete e fate valere le vostre opinioni.

Buon divertimento! 

😊Lascia un commento e condividi con noi la tua opinione!😊

Il passato remoto con "La dolce vita"

Livello: B2/C1
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 1h 

Ciao ragazzi! Come ve la cavate con il passato remoto? Eh già, non è un argomento molto piacevole, ma non vi preoccupate abbiamo pensato di alleggerirlo con un'attività sul cinema.

Conoscete il film "La dolce vita"? E' un film del 1960 del celebre Federico Fellini. Considerato un classico della storia del cinema, fu vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes e dell'Oscar per i costumi. Qui vogliamo riproporvi la scena cult nella fontana di Trevi con i protagonisti Anita Ekberg e Marcello Mastroianni.




Il titolo del film prende spunto dal periodo storico compreso tra gli anni 50 e gli anni 60 e dalle tendenze emerse in quel periodo nella città di Roma, vera e propria capitale della "dolce vita". Sono infatti gli anni del boom economico, in cui a Cinecittà si girano film italiani ma anche produzioni cinematografiche americane e la città si riempie di attori, registi, produttori e artisti di grande fama. Tra questi spicca la professionalità di Federico Fellini, di cui vi diamo una piccola biografia che ripercorre le tappe più importanti della sua vita.


"Federico Fellini nacque a Rimini il 20 gennaio 1920 dai genitori Ida Barbiani e Urbano. Durante il liceo, cominciò a farsi un nome come caricaturista e ritrattista e fin dai primi mesi del '38 avviò una collaborazione con la Domenica del Corriere e con il settimanale umoristico fiorentino 420. Si trasferì a Roma nel gennaio del '39 con il pretesto di iscriversi alla facoltà di legge. Qui entrò nella redazione del periodico satirico Marc'Aurelio e la sua popolarità crebbe notevolmente. Iniziò a collaborare nelle trasmissioni di varietà della radio dove incontrò anche l'attrice Giulietta Masini, sua futura moglie. Si impose immediatamente come sceneggiatore e lavorò alla sceneggiatura del film Roma città aperta e subito dopo a quella di Paisà, stringendo una profonda amicizia con Roberto Rossellini. Presto desiderò mettersi alla prova anche come regista e dopo qualche insuccesso, nel 1953 arrivò finalmente qualche riconoscimento con "I vitelloni" che lanciò definitivamente Alberto Sordi. Seguirono La strada (primo oscar), Le notti di Cabiria (secondo Oscar), La dolce vita, 8 e mezzo (terzo Oscar), Fellini Satyricon, Roma, Amarcord (quarto Oscar), Il Casanova, Intervista, La voce della luna. Fellini è sicuramente il regista con il maggior numero di riconoscimenti e di Oscar vinti, di cui l'ultimo, alla carriera, nel 1993 pochi mesi prima della morte che avvenne a Roma il 31 ottobre, provocando un immenso cordoglio in tutto il mondo."

Come potete notare nella biografia ci sono molti verbi al passato remoto che usiamo generalmente nell'italiano scritto per raccontare fatti storici, molto lontani. Il passato remoto sottolinea un distacco psicologico ed emotivo maggiore del passato prossimo, anche se spesso lo si può sostituire con quest'ultimo. 

Dopo aver letto la biografia, provate a coppie, a individuare nel testo tutti i verbi al passato remoto e a distinguerli nelle due categorie regolari e irregolari, dopodiché divertitevi a scrivere anche voi la biografia di un personaggio storico o di una star del mondo del cinema o della musica. Di seguito vi diamo qualche idea. 


Albert Einstein
 Cristoforo Colombo 
 Pavarotti
 Michael Jackson

😊Lascia un commento e facci sapere il personaggio che hai scelto per la tua biografia!😊

giovedì 23 novembre 2017

Crea la tua pubblicità!

Livello: B2/C1
Tipologia di apprendenti: Adolescenti/Adulti
Tempo: 1h 

Ciao ragazzi! Oggi vi proponiamo un'attività incentrata sul tema della pubblicità. Sappiamo tutti quanto sia indispensabile rendere un prodotto che si desidera vendere, convincente e attraente. Immaginate dunque di lavorare per un'agenzia pubblicitaria che deve sponsorizzare alcuni prodotti commerciali di uso comune attraverso una storia, uno slogan e un concorso a premi ad esso associato. 

Abbiamo preso come esempio la pubblicità della Mulino Bianco, abbiamo scelto un suo vecchio slogan "Nati per distinguersi", uno degli spot del 2017 e infine abbiamo scritto un breve riassunto della sua storia.


"Da anni gli italiani li scelgono per la loro bontà e la genuinità dei loro ingredienti. Mulino Bianco, marchio di prodotti da forno, merendine e biscotti di proprietà della Barilla, esce per la prima volta sul mercato nell'ottobre del 1975 con i suoi primi cinque biscotti. Riscuote da subito un grande successo e nel 1985 rappresenta il primo marchio di prodotti da forno in Italia. L'azienda tenta l'espansione e oggi è un marchio conosciuto a livello internazionale come sinonimo di garanzia e affidabilità."

E adesso immaginate ancora di dovervi occupare della diffusione pubblicitaria di un prodotto e di dover aumentare il numero delle vendite. Quale potrebbe essere una valida strategia di marketing? Ci vengono in mente le iniziative promozionali come ad esempio i concorsi a premi. Di seguito vi mostriamo attraverso un video, quello pensato dalla Mulino Bianco.


Ora tocca a voi! Mettetevi in gioco e formate quattro gruppi, poi provate a creare uno slogan, una storia e un concorso a premi per uno di questi prodotti commerciali. Aiutatevi con informazioni, foto e video che travate su internet e date sfogo alla vostra creatività.

Alla fine votate la pubblicità più convincente e decretate il gruppo vincitore. 

Buon divertimento!

😊Lascia un commento e condividi con noi il tuo slogan!😊